
Quando un cliente ti chiede dove sono i suoi dati, la risposta dovrebbe essere semplice.
Il problema non è solo avere una risposta pronta, ma poter rispondere in modo chiaro, senza girarci intorno, e senza dover ogni volta avere a che fare con:
- file su cloud extra-UE
- software con codice proprietario
- nessun audit, né compliance
- contratti e scelte tecnologiche che di fatto creano un lock-in
- infrastrutture che non controlli davvero fino in fondo
Non è un problema teorico. È operativo.
È da qui che il tema della sovranità digitale smette di essere una parola buona per convegni, white paper e tavole rotonde. Per chi come te lavora con le PMI, diventa un problema molto concreto.
Per un’organizzazione, sovranità digitale significa avere controllo su dati, software e infrastruttura.
Ma nella pratica questo controllo esiste solo quando open source e cloud sovrano lavorano insieme, ed è qui che si costruisce davvero una sovranità digitale applicabile alle aziende.
Perché è così difficile rispondere a una domanda così semplice?
Negli ultimi anni le scelte tecnologiche hanno seguito una logica chiara: velocità. Attivare servizi in fretta, semplificare il delivery, appoggiarsi agli hyperscaler.
E in molti casi ha funzionato. Il problema arriva dopo.
Spesso succede che:
- Il cloud è gestito da provider fuori dall’UE
- Il software è proprietario
- Backup e sicurezza sono distribuiti su altri servizi
Risultato: sembra tutto sotto controllo, ma non lo è davvero.
Finché tutto gira, il tema resta sullo sfondo. Poi arriva il cliente. E chiede:
- dove stanno i dati
- chi governa l’infrastruttura
- quanto è semplice fare audit
- cosa succede se vuole cambiare fornitore
E lì emerge il punto: il controllo è solo parziale.
Il lock-in non arriva all’improvviso. Si costruisce un pezzo alla volta.
Il limite delle soluzioni parziali
C’è una regola semplice:
la sovranità digitale si rompe nel punto più debole.
Puoi scegliere un’infrastruttura localizzata, ordinata, teoricamente conforme, e poi continuare a basarti su software chiuso, poco portabile, difficile da evolvere senza passare dalle regole del produttore.
Oppure puoi adottare soluzioni open source e continuare a farle girare in ambienti dove governance, giurisdizione, controllo dei dati e margine operativo restano comunque limitati.
In pratica:
- cloud conforme + software chiuso → resti legato al vendor
- software open + infrastruttura fuori controllo → i dati non sono davvero tuoi
In entrambi i casi manca qualcosa.
Il cliente non parla mai di “sovranità digitale”.
Tu che lavori ogni giorno con aziende e PMI lo sai bene: quasi nessun cliente usa questa espressione. Le domande sono altre.
- posso cambiare strada senza rifare tutto?
- i miei dati restano davvero sotto controllo?
- quanto è complesso affrontare un audit?
Non è solo software. Non è solo infrastruttura. È tutto il servizio.
Ed è a questo punto che le soluzioni parziali iniziano a mostrare il loro limite.
Open source e cloud sovrano: perché insieme
La sovranità digitale non è un prodotto da acquistare. È una scelta architetturale.
E oggi, per la prima volta, esiste un modello coerente:
- open source, per avere controllo sul software
- cloud sovrano, per avere controllo su dati e infrastruttura
È qui che entra in gioco la collaborazione tra Nethesis e CloudFire.
Nethesis lavora da anni su soluzioni open source pensate per essere adottate dalle aziende, senza vincoli nascosti.
CloudFire, cloud provider italiano, porta un’infrastruttura cloud sovrana, progettata per garantire che i dati restino sotto giurisdizione europea.
Separati, funzionano già.
Ma insieme, chiudono il cerchio.
Perché non stai solo scegliendo tecnologie diverse. Stai costruendo un modello più solido e governabile nel tempo.
La sovranità digitale non è una semplice funzionalità a catalogo, ma un mindset strategico. Nasce dalla volontà di costruire un ecosistema d’eccellenza di competenze e persone che abbracciano la stessa visione del futuro dell’IT italiano. La partnership con Nethesis, fondata su valori comuni, è stata un’evoluzione naturale di questo approccio. Insieme offriamo alle imprese italiane uno stack tecnologico completo, sicuro e realmente indipendente, integrando il valore della sovranità digitale direttamente nel modello as-a-service.
Roberto Bondavalli – CEO CloudFire
Perché questa collaborazione è interessante per le aziende IT
Per un MSP o un’azienda IT il punto non è “open source + cloud sovrano” in teoria.
È quanto velocemente riesci a trasformarlo in servizio vendibile.
Ed in questo caso la collaborazione tra Nethesis e CloudFire cambia le cose.
Sull’infrastruttura di un cloud sovrano italiano come CloudFire, puoi attivare in pochi clic:
- NethServer per collaboration e servizi aziendali
- NethVoice per la comunicazione
- (a breve) NethSecurity per la parte di sicurezza
Senza dover:
- preparare infrastruttura da zero
- gestire installazioni complesse
- mettere insieme pezzi diversi ogni volta
Questo significa una cosa semplice: puoi attivare uno stack completo open source su cloud sovrano senza doverlo progettare da zero.
“Oggi molte aziende credono di avere il controllo dei propri dati, ma spesso non è così. La complessità degli stack e la dipendenza da piattaforme esterne rendono questo controllo solo apparente.
Con CloudFire abbiamo costruito un modello semplice: Open Source per governare il software, cloud sovrano per governare i dati. Senza questi due fattori hai solo l’illusione di avere il controllo.”
Cristian Manoni – CEO Nethesis
Cosa cambia davvero
Per un MSP vuol dire una cosa molto semplice:
passare da “progetto” a “servizio attivo” in tempi brevi.
- attivi l’ambiente
- configuri il cliente
- inizi a lavorare
Non settimane.
In molti casi, ore o pochi giorni.
Non parliamo di fuffa. Parliamo di operatività.
- tutto gira su infrastruttura sotto giurisdizione europea
- tutto è basato su software open source
- puoi cambiare fornitore senza rifare tutto da zero
- puoi affrontare audit senza dover ricostruire ogni volta dove stanno i dati
Soprattutto non stai vendendo solo servizi IT, ma controllo sui tuoi dati e sulla tua infrastruttura.
E per te cambia anche il posizionamento. Non stai solo proponendo tecnologia. Stai portando un modello di servizio più robusto e più credibile.
Un esempio concreto (uscire dai grandi hyperscaler, senza rifare tutto)
Prendi un’azienda ICT che gestisce 20–30 PMI.
Stack tipico:
- Google per mail e collaborazione
- file su Google Drive
- qualche workload su AWS o Azure
- backup e sicurezza appoggiati a servizi terzi
Funziona. All’inizio il modello fila, i servizi si attivano rapidamente, il cliente percepisce semplicità, il partner riesce a lavorare con tempi accettabili.
Il problema è che:
- i dati sono distribuiti tra più provider
- i costi crescono ogni anno
- governare o uscire da uno di questi ambienti è complesso (e spesso evitato)
La dipendenza è reale, anche se non sempre dichiarata. Solo che ci si accorge davvero di averla quando si prova a uscirne.
Non significa “spegnere tutto e ripartire”.
Significa intervenire dove ha più impatto, senza bloccare l’operatività.
Ad esempio:
- Email e collaboration: porti gradualmente posta e strumenti di comunicazione su piattaforme open source, ospitate su cloud sovrano. Niente più dati su infrastrutture extra-UE
- File e documenti: sposti la gestione documentale fuori da SharePoint/Drive verso soluzioni open. Stesso uso quotidiano, ma con controllo diretto su dati e accessi
- Servizi core per i clienti: inizi a costruire nuove installazioni direttamente su infrastruttura sovrana, invece che su hyperscaler. Eviti di aumentare la dipendenza nel tempo
Non tutto insieme. Non subito. Un passo alla volta.
L’obiettivo non è fare tutto insieme. È smettere di aumentare la dipendenza mentre si cerca di ridurla.
Nel giro di 3–6 mesi succede una cosa molto concreta:
- Una parte dei dati è già sotto controllo diretto
- Alcune licenze non servono più
- Puoi scegliere dove far girare i servizi, senza vincoli imposti
Ed è in questi passaggi che il beneficio diventa concreto.
- Una parte dei dati torna sotto controllo diretto.
- Alcune dipendenze da licenze o piattaforme si allentano.
Ma soprattutto, cambi il rapporto con l’ecosistema tecnologico: non sei più costretto a subire ogni scelta, puoi iniziare a decidere cosa tenere, cosa spostare, cosa sostituire.
La sovranità digitale non si dichiara, si progetta
La sovranità digitale non è più un concetto “fuffoso”. Non si dice, ma si progetta.
E oggi, con l’open source Nethesis e il cloud sovrano di CloudFire, diventa finalmente praticabile.
Non perfetta. Non immediata.
Ma finalmente sotto il tuo controllo.


